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N °99 - 2017-01-12
 
EDITORIALE

Omicidi per cause naturali

Molti di voi probabilmente ricorderanno la notizia, apparsa all’inizio dell’ottobre 2016, della morte sospetta di Max Spiers, ricercatore UFO britannico impegnato a investigare alcuni loschi collegamenti tra pedofilia, militari di alto rango americani e culti satanici. Un triangolo agghiacciante. Spiers, morto in Polonia, dove si trovava per tenere una conferenza, poco prima che il suo corpo venisse ritrovato senza vita sul divano, aveva scritto alla madre: «Se mi succede qualcosa, indagate». Inizialmente però le autorità non sembravano intenzionate a farlo, perché, nonostante non fosse chiaro il motivo della morte del ricercatore di 38 anni, e nonostante prima di morire avesse “vomitato liquido nero”, il suo decesso era stato imputato a cause naturali. Sua madre, non convita che il figlio, prima in ottima salute, fosse morto per non specificate cause naturali, aveva contattato i media e la notizia si era sparsa in tutto il mondo. Di ricercatori e giornalisti morti in circostanze sospette (leggi assassinati), che scavavano nei segreti proibiti, ne abbiamo una lunga lista. Max Spiers, dovesse esserne provato l’omicidio, non sarebbe né il primo né, purtroppo, l’ultimo, e mi ha sorpreso lo scetticismo manifestato da alcuni rispetto al fatto che chi si occupa di UFO possa davvero essere di qualche preoccupazione per le autorità. In questo caso, tuttavia, Spiers stava scavando in un fatto scottante di abusi sui minori in cui sembrano essere stati coinvolti ufficiali militari e culti satanici. Ci siamo ripromessi di pubblicare un articolo sulla morte di questo ricercatore non appena ci fossero state maggiori notizie e lo faremo. Nel frattempo è doveroso informare che a Canterbury sia stata avviata un’inchiesta ufficiale sulla sua morte nel mese di dicembre (fonte il Telegraph), e che la madre, Mrs Bates, ha così commentato: «C’è voluto molto tempo, ma sono sollevata che alla fine qualcosa succeda e che vi siano un’inchiesta e un’indagine formali». Il conorer, Alan Blunsdom, ha riferito di essere in attesa di ricevere il rapporto sulla morte di Spiers dalle autorità polacche e che spera di poter avere il laptop e il cellulare del ricercatore per analisi forensi. L’inchiesta è stata dunque aggiornata al 22 febbraio 2017. Non è possibile, senza informazioni più precise, dare un giudizio su questo caso, tuttavia il sospetto, per ora non confermato, che Spiers possa essere stato avvelenato sorge spontaneo. Proprio su questo numero ricordiamo, nell’articolo “Verità mortali”, alcuni coraggiosi eroi che hanno rischiato, e a volte perso, la vita per divulgare scomode verità. Tra questi, la giornalista russa Anna Politkovskaya, prima avvelenata e poi, siccome non era morta, assassinata con quattro colpi di arma da fuoco nell’ascensore del suo palazzo a Mosca. Diceva Falcone, «Per essere credibili in questo Paese si deve essere ammazzati». Spesso infatti, i professionisti della tastiera, che hanno un giudizio su tutto, prima ancora di sapere qualcosa, liquidano certe testimonianze per il semplice fatto che il testimone in questione “è ancora vivo”. Ma c’è qualcosa di ancora più terribilmente ingiusto quando il testimone viene ucciso e la sua morte viene fatta passare per un suicidio (vedi il caso di Gary Webb nell’articolo “Verità mortali”) o imputata a causa naturali. In questi casi, quando a eliminarti è il sistema, l’unica giustizia possibile forse è quella di non dimenticare chi, per amore di verità, ha messo in gioco la cosa più preziosa che aveva: la vita. 

 

Lavinia Pallotta

lavinia.pallotta@xpublishing.it

www.facebook.com/xtimesmagazine


Il giovane diritto di sapere

Secondo le risposte di un campione di circa 2000 studenti, raccolte da un’indagine sul web del sito Skuola.net, i ragazzi hanno compilato una curiosa – per noi mica tanto – lista che comprenderebbe la cosiddetta “didattica alternativa” sul cosa fare, oltre ai canonici compiti scolastici, secondo il parere dei giovani frequentatori. In ordine, dopo corsi di fotografia, autodifesa, richiesta di lezioni sul “deep web” e addirittura di “Storia dei Pokemon: dal Nintendo 64 ai giorni nostri”, spiccano (rispettivamente al 5° posto e – attenzione - 1° posto di preferenza) richieste di un corso di yoga, con l’intento di rilassarsi, e, indovinate un po’, di Ufologia! 

Trattandosi della somma di idee creative a fronte di relative testimonianze espresse dagli alunni della nostra penisola, il messaggio è forte e chiaro: gli adolescenti di oggi hanno Bisogno Di Sapere cosa stia succedendo veramente, a parte le frottole su YouTube e le numerose favole raccontate dalla fantascienza, nel mondo della ricerca ufologica, “dai filmati amatoriali che ne identificano la presenza in punti oscuri del cielo, fino alle indagini sulla presenza di altre forme di vita”. Anche se duemila studenti possano sembrare pochi per considerare seriamente la statistica in oggetto, ci tranquillizziamo nell’apprendere che altri esempi di indagini sono condotti con il medesimo criterio numerico. Ritengo sia la migliore notizia per cominciare un nuovo anno, dopo scoperte scientifiche pilotate (chi si sorprende ancora ascoltando “scoop” sulla presenza di acqua in questo o quel pianeta del nostro Sistema Solare?) e sacchi di disinformazione globalizzata. I giovani che scelgono spontaneamente cosa desiderare e come informarsi, sono la classica spada di Damocle non preventivata da coloro i quali, per professione, desiderano che l’adolescenza si arricchisca delle stesse reiterate abitudini, raccontate sin dai primi anni di scuola dai docenti - in alto, c’è chi li obbliga a fare questo, non dimentichiamolo - a cominciare dalla Storia (dalle elementari) fino all’Epica (scuole medie) e via dicendo. I ragazzi non sono distratti ai coinvolgimenti alieni, esattamente come non lo eravamo noi quando avevamo la loro stessa età. Non è certamente un caso se siamo qui, a comporre riviste e appuntamenti per soddisfare al meglio l’esigenza informativa di ragazzi un po’ cresciuti, forse, ma non tanto da farci reclamare ancora la voglia di porre l’attenzione a cose più in alto di noi, non per questo impossibili da conoscere. Lo affermo alla vigilia del nostro prossimo primo numero a tre cifre, quello che segnerà la centesima pubblicazione di XTimes, esattamente a otto anni e quattro mesi dal primo giorno in cui credemmo di salire su una poco confortevole astronave editoriale. Anche e non solo per questo, ci ritroveremo domenica 22 a Verbania, sul Lago Maggiore, per incontrarci nel primo appuntamento 2017 grazie a un “XCongress” in mia compagnia, assieme a Corrado Malanga e Adriano Forgione, oltre voi, lettori irriducibili di una storia complessa e avvincente, chiamata libertà d’informazione.

 

Pino Morelli

www.pinomorelli.com 

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